Forse i due giovani e inesperti genitori - Maria e Giuseppe - non avrebbero superato l’esame di idoneità all’adozione di un figlio come oggi avviene! Infatti, smarriscono il bambino, ormai dodicenne, affidato alla loro cura… Possiamo immaginare il loro spavento, il loro affanno, la loro apprensione nel non ritrovare più il figlio. Infine c’è l’abbraccio con questo figlio dodicenne che a Gerusalemme si mostra per quello che è: la nuova legge.
La famiglia di Nazareth: nel presentarla c’è sempre il rischio di fare un ritratto zuccheroso. E invece quella famiglia ha avuto anch’essa un percorso difficile da compiere, non privo di sofferenza. Il belle
che a creare le difficoltà era proprio Gesù. Ad esempio, il suo arrivo annunciato, prima ancora della sua nascita, ha messo in crisi la relazione tra Maria e Giuseppe.
Gesù, un figlio che involontariamente ha fatto star male i suoi genitori come vediamo nel vangelo di oggi che smentisce la facile immagine oleografica che ci siamo fatti della Santa Famiglia. E’ evidente il tono accorato di Maria: “Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati ti cercavamo”. Sotto questo aspetto, Maria e Giuseppe sono vicinissimi ai tanti genitori di oggi in difficoltà davanti ai propri figli e al loro futuro.
Un figlio è portatore di mistero che lo supera. Si porta incorporato un sogno di Dio. Nessuno si sceglie i figli, nessuno si sceglie i genitori. Proprio per questo esistono in famiglia dei passaggi dolorosi che possono essere superati solo dall’amore, dalla comprensione, dalla pazienza.
Dal dialogo: dialogo, non solo in famiglia, è far viaggiare le parole nel luogo dove si abita. Perché quando le cose sono difficili, non parlandone diventano ancor più difficili. Bisogna cercare sempre
di capire, di capire, e ancora di capire. Perché una spiegazione c’è sempre, per qualsiasi gesto, e forse questa spiegazione è molto più bella o più semplice di quello che si pensa.
Naturalmente, questo vale anche per ogni gruppo di persone che alla famiglia si ispirano e si modellano come una comunità monastica di stampo benedettino. Vivere in famiglia non è semplice anche se ci si vuole molto bene e forse proprio perché ci si vuole molto bene. Ci sono dei “perché” che emergono di tanto in tanto. E spesso restano senza risposta, oppure c’è una risposta che suona incomprensibile, come quella data da Gesù ai suoi genitori: “Perché mi cercavate?”
Le difficoltà e le sofferenze nella vita, arrivano prima o poi a tutti.
Ma non vengono per distruggerci ma per irrobustirci così da renderci capaci di portare ciò che pesa perché vale. Le difficoltà e le sofferenze non sono per stroncarci ma per farci spuntare le ali.
Questo succede anche ad una pianta: per crescere, non gli occorre solo il tepore della primavera o il calore dell’estate ma anche il freddo dell’inverno.
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